
Paolo Pietro Broccoli è nato a Carinola il 04 agosto 1935 all’epoca provincia di Napoli.
Come noto, la provincia di Caserta veniva soppressa da Benito Mussolini nel 1927 e ricostituita solo nel 1945 con un territorio estremamente ridotto in confronto a quello dell’ex provincia di Terra di Lavoro.
Per Broccoli la ricostituzione della Provincia di Caserta «ha cancellato un’ingiustizia. Restava irrisolto il problema del rapporto tra Napoli e Caserta: «Il fascismo affrontò con atti amministrativi e di imperio la questione urbana di Napoli. E’ del tutto evidente che nessuno di quei problemi fu risolto [….] e che i ritmi di crescita economica e di modernizzazione del Mezzogiorno sono stati così rapidamente surclassati dall’espansione economica del Nord». Conseguita la maturità classica presso il liceo – ginnasio Agostino Nifo di Sessa Aurunca, Broccoli si iscriveva alla Facoltà di Giurisprudenza della Università Federico II di Napoli ma non concludeva gli studi. Nel 1956 dopo i fatti di Ungheria si iscriveva al PCI partito nel quale militava fino allo scioglimento e confluiva nel PDS, DS ma non si iscriveva al PD. L’incontro con il PCI « è avvenuto fisicamente nella piazza di Falciano che insieme con Nocelleto, fu il centro strategico della lotta nelle campagne. Qui, nella nostra Piazza ho visto i dirigenti del PCI e della CGIL che partivano alla testa dei cortei formati da braccianti e contadini poveri per occupare le terre degli agrari assenteisti e parassitari che consumavano le rendite fondiarie nelle grandi città. Ma ben presto ho dovuto prendere atto che il processo di modernizzazione che stava portando l’Italia e la nostra provincia ai più alti livelli di sviluppo economico, comportava la fine dell’antica tradizione contadina che era stata a fondamento della nostra identità meridionale e della nostra base geopolitica. E tuttavia cresceva in me la necessità di partecipare alla lotta politica unica strada per liberare se stessi e gli altri. Era concreta la possibilità di aver trovato il mio orizzonte di senso. La mia iscrizione al PCI – alla fine degli anni’50 –fu qualcosa di più ed altro rispetto alla semplice adesione ad un progetto politico. Il PCI secondo me – si manifestava come lo strumento più adeguato e coerente – con le sue proposte – per difendere i lavoratori e le figure sociali più deboli contro i padroni e i giovani che ne difendevano gli interessi. Fu – come diceva Amendola – una scelta di vita e che faceva di me un uomo “ totus politicus”: iniziava il mio lavoro di “ funzionario ,“ ( nel 1961 è responsabile della Federazione provinciale del PCI per il servizio stampa e propaganda e corrispondente locale de l’Unità) e dunque di una vita per la politica.». Broccoli fu capolista del PCI al Comune di Carinola nelle amministrative del 1960.
L’anno seguente frequentava la scuola di partito alla“ Marabini” di Bologna e nel 1962 era Presidente provinciale della Lega mutue. Nel 1963 « fui chiamato dalla CGIL a Caserta a dirigere il Sindacato provinciale dei chimici e dei vetrai. Già da qualche anno operava con grande successo la Saint Gobain, che produceva vetro ed era una azienda del grande monopolio francese omonimo. La Pozzi di Sparanise con i suoi cinque stabilimenti di diverse aree produttive, era uno dei più grossi impianti manifatturieri del Mezzogiorno. Sono solo esempi di alcune aziende del settore. Eravamo in una fase di pieno sviluppo di quel grande e straordinario processo di trasformazioni produttive, culturali, antropologiche che condurranno Caserta nella modernità, anche se con limiti di fondo che si mostreranno successivamente. Nasce anche da noi, la classe operaia moderna.

Erano gli anni in cui si affermava il ruolo della classe operaia come ruolo generale e contraddizione del capitale ed il salario era una variabile indipendente». Nel 1964 veniva eletto consigliere provinciale nel collegio di Carinola, ruolo da cui si dimetteva nel 1968 in quanto la CGIL aveva deciso la incompatibilità tra dirigenti sindacali ed incarichi istituzionali di partito.
Nel 1966 Broccoli era chiamato a dirigere la FIOM, il sindacato dei metalmeccanici. In quegli anni nessun territorio del Mezzogiorno fu sottoposto a così violente trasformazioni e in così breve tempo; Terra di Lavoro da provincia sostanzialmente agricola ,diventava una provincia industriale agricola. «Certo che pre- esistevano ai processi ricordati nuclei industriali come i serici, i pastai, le confezioni in serie. Ma non avevano alcun valore strategico nella economia e nella società casertana e sopravvivevano sul sotto – salario». La fase espansiva continuava fino agli anni Settanta, allorché entravano a regime il complesso della Indesit a Teverola e la Olivetti a Marcianise e nello stesso tempo erano già in atto le prime azioni di ristrutturazione con i conseguenti tagli all’occupazione».
Dalla metà degli anni ’50 alla metà degli anni ’80 ,«le nuove strutturazioni sociali che coinvolgono la nostra provincia, hanno il potere di produrre una trasformazione radicale. Nasce nelle nostre terre la classe operaia moderna. Nel settore agricolo le lotte dei braccianti, quasi sempre durissime, ottengono il risultato di cambiare la struttura che diventa espressamente industriale. E Caserta incomincia a raccontare la sua storia. Paolo Broccoli in questo contesto di sviluppo sociale e culturale, sempre vigoroso e sapiente , ma anche drammatico assume quasi di diritto il ruolo di leader.»
Nel 1967 Broccoli passava alla direzione della Federbraccianti il sindacato che organizza i lavoratori dipendenti salariati fissi in agricoltura, per poi passare dal 1970 al 1976 alla Camera del Lavoro quale segretario aggiunto. Nel 1976 veniva eletto al Parlamento nella circoscrizione Napoli Caserta ed era assegnato alla Commissione industria. «Paolo Broccoli è stato un esponente comunista cresciuto politicamente negli anni del processo di modernizzazione. Anzi, né è stato parte in causa come dirigente politico e sindacale di gran vaglia. Una volta eletto alla Camera il 20 giugno del 1976, Broccoli sarebbe poi diventato membro della commissione industria e commercio, per rimanervi anche nella legislatura successiva.

Ancora più importante, nell’autunno del 1977, in piena solidarietà nazionale, partecipava ai lavori della Commissione per la ristrutturazione e la riconversione industriale alla quale era affidato il compito di ragionare sulla drammatica crisi internazionale in corso da 1973». Nel 1981 viene rieletto al Parlamento e riassegnato alla commissione industria nella quale è responsabile del groppo dei parlamentari del PCI. Conclusa la legislatura, non si rendeva disponibile per un’altra ricandidatura.
Nel 1984 ricopriva per un breve periodo l’incarico di vice presidente della Lega delle cooperative agricole della Campania. Nel 1991 era coordinatore della segreteria provinciale del Pds. Dal 1995 al 1996 ricopriva il ruolo di vice-presidente dell’Amministrazione provinciale di Caserta e si occupava della elaborazione degli accordi di programma: «Caserta e la sua provincia, sono chiamati a svolgere funzioni di primaria importanza nella formazione di una solida ree di servizi e di “economia esterne, in grado cioè di rendere europeo il tessuto produttivo regionale. I programmi di intervento preannunciati, per la nostra provincia, investono problematiche generali (energia), risanamento ambientale (Volturno Nord ), la ristrutturazione dei comparti produttivi ( interporto, aereoporto, delocalizzazione aziende a rischio) , nuovi livelli di organizzazione sociale ( università – policlinico ) e assetti istituzionali ( area metropolitana).»
In questi anni l’Ente Provincia di Caserta programmava la trasformazione della centrale nucleare dismessa del Garigliano sita in Sessa Aurunca, in centrale di produzione elettrica alimentata a metano e sottoscritto l’ accordo tra la scuola di formazione dell’Unione Industriale e l’Agip per la realizzazione di attività formative rivolte agli addetti alla costruzione previsti nel numero di 780; indiceva una giornata di studio con la TAV per la verifica dei subappalti che per la provincia di Caserta era pari a 130 miliardi; area Saint Gobain area insediamento servizi con auditorium musicale, interporto Nola Marcianise, Maddaloni, piano provinciale dei trasporti. Fu sottoscritto l’accordo con la presidenza del consiglio dei ministri per la riconversione industriale delle aree dismesse, fu istituito il Comitato promotore e statuto per gestione aereoporto di Grazzanise. In data 15 gennaio 1996 veniva formalmente istituita la Società Consortile per Azioni denominata Innovazione e sviluppo integrato per la Provincia di Caserta.
Dalla fine degli anni ’90 l’impegno di Broccoli si indirizzava ad attività di raccolta e documentazione di testimonianze relative alla modernizzazione di Caserta poi confluite nel Fondo Broccoli presso l’Archivio di Stato di Caserta. Il 20 agosto del 2002 pubblicava il primo Dossier su Caserta e la sua modernizzazione, in cui dichiarava lo scopo del lavoro a cui si era dedicato: « i documenti che oggi proponiamo furono prodotti – all’epoca- per una diffusione pubblica. Nessun valore se non un aiuto a riflettere sulle posizioni espresse dalle rispettive organizzazioni sui temi della modernizzazione in provincia di Caserta in una fase storica precisa e in un contesto politico-economico altrettanto determinato. A che pro? Come sosteneva “il grande fiorentino” in politica , l’imitazione degli antichi è possibile e può essere feconda. E’ un percorso culturale, dunque, quello che suggeriamo in continuità con quel tanto già fatto e per quello che potremo fare in futuro.»
